<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4128857119401965332</id><updated>2012-02-16T17:13:28.445-08:00</updated><category term='smarketing teatro geronimi stoll'/><category term='smarketing scuola teatro animazione'/><title type='text'>Smarketing per il teatro</title><subtitle type='html'>Spazio per gli allievi dei corsi di Smarketing per il teatro condotti da Marco Geronimi Stoll per Rete Smarketing. Raccoglie istruzioni e consigli per la promozione low budget delle compagnie teatrali e di tutte le arti dal vivo.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08488286194808282939</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>7</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4128857119401965332.post-2159317382374340451</id><published>2011-05-18T13:05:00.000-07:00</published><updated>2011-05-18T13:05:08.334-07:00</updated><title type='text'>Le slides presentate alla Paolo Grassi</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Venerdì 13 e sabato 14 maggio 2011 &lt;/strong&gt;si è tenuto  presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi il corso di Smarketing  per il teatro&lt;br /&gt;rivolto a organizzatori  teatrali, attori, registi, studenti, compagnie   che volevano trovare  soluzioni nuove e necessarie per promuovere il loro   lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diretto da Marco Geronimi Stoll, coi contribuiti di:&lt;br /&gt;Chiara Birattari: Creattivismo e azioni&lt;br /&gt;Guido Bertola: Caccia all’errore sui progetti grafici&lt;br /&gt;Davide Zucchetti: i dieci errori più frequenti di un sito web&lt;br /&gt;Paolo Faustini: l’arte di suscitare il passaparola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le slides sono qui: &lt;a href="http://www.smarketing.it/smarketing-per-il-teatro-come-promuovere-lo-spettacolo-in-tempo-di-crisi.html" target="_blank"&gt;http://www.smarketing.it/smarketing-per-il-teatro-come-promuovere-lo-spettacolo-in-tempo-di-crisi.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4128857119401965332-2159317382374340451?l=smarketingperilteatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/feeds/2159317382374340451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/2011/05/le-slides-presentate-alla-paolo-grassi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default/2159317382374340451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default/2159317382374340451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/2011/05/le-slides-presentate-alla-paolo-grassi.html' title='Le slides presentate alla Paolo Grassi'/><author><name>marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08488286194808282939</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4128857119401965332.post-6706210145199359349</id><published>2011-04-19T00:46:00.000-07:00</published><updated>2011-04-19T00:46:11.231-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='smarketing teatro geronimi stoll'/><title type='text'>Il corso alla Paolo Grassi di Milano</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ateatro.org/mostranotizie2.asp?num=135&amp;amp;ord=5"&gt;A Teatro&lt;/a&gt; riporta un articolo di Marco Geronimi Stoll sullo smarketing per il teatro che introduce al corso di Milano di ven 13 e sab 14 maggio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4128857119401965332-6706210145199359349?l=smarketingperilteatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/feeds/6706210145199359349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/2011/04/il-corso-alla-paolo-grassi-di-milano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default/6706210145199359349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default/6706210145199359349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/2011/04/il-corso-alla-paolo-grassi-di-milano.html' title='Il corso alla Paolo Grassi di Milano'/><author><name>marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08488286194808282939</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4128857119401965332.post-7084381159018956747</id><published>2011-03-21T03:55:00.000-07:00</published><updated>2011-03-21T04:02:31.015-07:00</updated><title type='text'>Consulenze gratuite a Fa' La Cosa Giusta</title><content type='html'>Ci vediamo a Milano, a Fa' La Cosa Giusta 25 - 27 marzo Fiera MilanoCity&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.smarketing.it/facciamo-insieme-la-cosa-giusta.html"&gt;http://www.smarketing.it/facciamo-insieme-la-cosa-giusta.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Leggi questo post per sapere i temi nel dettaglio.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Consulenze gratuite &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Temi trattati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Portaci quello che stampi: incontra il progettista, la grafica o l’illustratrice; consulenza e caccia all’errore, affinché il tuo cartaceo sia sempre più chiaro, efficace, ecologico ed economico.&lt;br /&gt;* Portaci quello che scrivi, lo leggerai assieme ad un autore: lasciati suggerire se e come migliorarlo affinché venga letto volentieri, dica quello che serve e sia compreso da tutti.&lt;br /&gt;* Il tuo specchio sul web: analizza il tuo sito insieme ad esperti in usabilità e crossmedialità, verifica se e come può risolvere i tuoi principali problemi, ad es.: portare nuovi clienti, scambiare informazioni, creare rete, generare passaparola, fare a meno dei mediatori…&lt;br /&gt;* Se sei responsabile, dillo: incontra gli esperti in responsabilità sociale d’impresa e discuti se e come la CSR può aiutare chi davvero cerca di essere etico differenziandolo da chi fa finta.&lt;br /&gt;* GAS di comunicazione: gruppi, consorzi, filiere e categorie possono rinunciare al marketing e comunicare in modo ecologico, reciproco, efficace, democratico e ad alta autonomia, minimizzando i problemi tecnici e il tempo disperso, spalmando i costi e condividendo i risultati. Come? Con quali limiti? Parliamone.&lt;br /&gt;* Smarketing per il turismo: solidale, compatibile, evolutivo, colto, destagionalizzato, a filiera corta, con molto passaparola. Come passare dal mouse agli scarponi.&lt;br /&gt;* Smarketing per il teatro: il partito della televisione taglia i fondi al suo vero unico oppositore, la cultura. Intanto molte compagnie cominciano a programmarsi da soli le repliche via internet, mentre la critica autogestita del pubblico diventa più importante di quella dei Sacri Critici dei quotidiani. Ci sopravvivrà in questo vortice? noi qualche ideuzza ce l’abbiamo.&lt;br /&gt;* I bandi, tra sbandati e banditi. Se sei un Ente che li bandisce: consigli dal basso per essere davvero leale, trasparente e ottenere davvero una soluzione efficace, con economie reali.&lt;br /&gt;Se sei un professionista che vi partecipa: tentativi di suggerimento per avere delle chanches sufficientemente realistiche.&lt;br /&gt;* Visite guidate alla Fiera, come se fosse un museo della comunicazione dal basso, per trovare le migliori soluzioni: nomi, loghi, colori, materiali, cartaceo, …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In corso di organizzazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Shop Sharing: il nuovo sistema per condividere un negozio insieme ad altri: funziona? Parlane con chi lo ha inventato e con chi lo già adottato.&lt;br /&gt;* Te lo do io il laser. La tecnologia del lasercut per la stoffa, il cartone ed altri materiali poveri e reciclati; da usare in allestimenti, oggettistica, arredo e gadget non consumistici.&lt;br /&gt;* Smarketing per l’edilizia sostenibile: costruire poco, costruire bene, soprattutto migliorare le pessime case esistenti: è un problema culturale più che economico, occorre saper dire quello che le banche e gli speculatori nascondono.&lt;br /&gt;* La fotografia ai tempi di internet. Ormai siamo tutti fotografi, ma solo alcune foto suscitano interesse sul sito; parliamone.&lt;br /&gt;* Io intanto disegno: mentre ai tavoli si lavora, Elisabetta Barbaglia alle vostre spalle disegnerà l’allegoria murale del nostro lavoro.&lt;/more&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4128857119401965332-7084381159018956747?l=smarketingperilteatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/feeds/7084381159018956747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/2011/03/consulenze-gratuite-fa-la-cosa-giusta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default/7084381159018956747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default/7084381159018956747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/2011/03/consulenze-gratuite-fa-la-cosa-giusta.html' title='Consulenze gratuite a Fa&apos; La Cosa Giusta'/><author><name>marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08488286194808282939</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4128857119401965332.post-4051246474350006672</id><published>2011-02-28T01:38:00.000-08:00</published><updated>2011-02-28T15:42:41.493-08:00</updated><title type='text'>Risorgimento del teatro a Torino</title><content type='html'>&lt;iframe title="YouTube video player" width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/R11NgbTCdDI" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="sotto"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="sotto"&gt;&lt;b&gt;RISORGIMENTO!&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Il 26 febbraio 2011 c'è stato un lavoro denso, molto intenso e emozionante: la settima edizione di Le Buone Pratiche del Teatro, a cura di Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino, presso la Cavallerizza Reale di Torino&lt;br /&gt;Sono pensieri, esempi e riflessioni da non perdere per strada.&lt;br /&gt;Quindi pubblico qui il programma e i link; in un precedente post c'è anche il mio piccolo contibuto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Link&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;sito &lt;a href="http://www.ateatro.it/" target="_blank"&gt;http://www.ateatro.it&lt;/a&gt;  (dove è consultabile anche il ricco database delle precedenti edizioni  delle Buone Pratiche), &lt;br /&gt;Facebook di ateatro (&lt;a href="http://www.facebook.com/ateatro" target="_blank"&gt;http://www.facebook.com/ateatro&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Streaming &lt;a href="http://www.studio28.tv/"&gt;http://www.studio28.tv/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;presentazione per &lt;a href="http://www.teatrostabiletorino.it/index.php?action=view&amp;amp;ID=798"&gt;Teatro Stabile&lt;/a&gt; di Torino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Presentazione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Nel nostro paese il teatro, e in genere il mondo dello spettacolo, stanno attraversando un momento assai difficile.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La costante, progressiva riduzione del sostegno pubblico alla cultura, con la riduzione del FUS e i tagli ai bilanci degli enti locali, ha portato a un drammatico punto di non ritorno: il sistema è ormai al collasso, e dunque è necessario - o meglio inevitabile - invertire la rotta.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;In secondo luogo, proprio a partire da queste difficoltà che spingono al cambiamento, riteniamo utile riflettere sull’identità del teatro italiano - o dei teatri italiani - in una fase delicatissima di transizione.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Con una "parola d'ordine" come “Risorgimento!”, mentre si celebra il 150° anniversario dell'unità d'Italia, la scelta di Torino come sede dell'incontro era pressoché obbligata, anche perché in questo momento la situazione teatrale piemontese, con le sue luci e le sue ombre, offre numerosi spunti di riflessione.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Programma&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 26 febbraio 2011, Teatro Cavallerizza Reale, Torino&lt;br /&gt;si ringrazia per l’ospitalità il Teatro Stabile di Torino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Risorgimento!&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le Buone Pratiche del teatro&lt;br /&gt;Avant-programme&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;09.00-09.30&lt;br /&gt;Registrazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;09.30-09.40&lt;br /&gt;Saluti e benvenuto&lt;br /&gt;Evelina Christillin (Presidente, Teatro Stabile di Torino)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;09.40-09.50&lt;br /&gt;Introduzione. Le Buone Pratiche del Risorgimento!&lt;br /&gt;Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;09.40-10.10&lt;br /&gt;Locale, nazionale, globale: il teatro e l’identità italiana&lt;br /&gt;Coordina Oliviero Ponte di Pino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guido Davico Bonino Una drammaturgia nazionale? Una nazionale della drammaturgia?&lt;br /&gt;Sergio Escobar (Direttore, Piccolo Teatro di Milano) Teatro e cittadinanza&lt;br /&gt;Mario Martone (Direttore, Teatro Stabile di Torino) Allarme autocensura!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.10-10.30&lt;br /&gt;Lo stato delle cose&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ugo Bacchella (Fondazione Fitzcarraldo) Bollettino per i naviganti: ultima edizione&lt;br /&gt;Alessandro Riceci (ZeroPuntoTre) Insorgere per risorgere. Pratiche di resistenza, diritti e nuovo welfare, modelli di sistema&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.30-10.45&lt;br /&gt;Intermezzo a sorpresa&lt;br /&gt;con la partecipazione straordinaria di Bruno Gambarotta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.45-12.10&lt;br /&gt;Il caso Torino e il sistema Piemonte Coordina Mimma Gallina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Le politiche per la cultura&lt;br /&gt;Fiorenzo Alfieri (Ass. Cultura, Comune di Torino)&lt;br /&gt;Ugo Perone (Ass. Cultura, Provincia di Torino)&lt;br /&gt;Luca Cassiani (presidente V Commissione, Comune di Torino)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Che cosa sta succedendo?&lt;br /&gt;Giordano Amato Dieci anni di residenze&lt;br /&gt;Graziano Melano Torino capitale del teatro ragazzi?&lt;br /&gt;Luciano Nattino L'evoluzione delle residenze: un caso&lt;br /&gt;Beppe Rosso La genesi del Sistema Teatro Torino e i suoi possibili sviluppi&lt;br /&gt;Gabriele Vacis Il canto per Torino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12.10-13.20&lt;br /&gt;Da Torino all’Europa: parliamo di Festival&lt;br /&gt;coordinano Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partecipano&lt;br /&gt;Sergio Ariotti (Festival delle Colline Torinesi)&lt;br /&gt;Alessandra Belledi e Lisa Gilardino (Tre per uno: la rete dei festival di Parma)&lt;br /&gt;Silvia Bottiroli (Festival di Santarcangelo)&lt;br /&gt;Natalia Casorati (Mosaico)&lt;br /&gt;Gigi Cristoforetti (Torinodanza)&lt;br /&gt;Andrea Nanni (Armunia)&lt;br /&gt;Beppe Navello (Fondazione Teatro Piemonte Europa)&lt;br /&gt;Velia Papa (Inteatro)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PAUSA PRANZO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14.30-14.45&lt;br /&gt;Laura Mariani Un Risorgimento teatrale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14.45-15.30&lt;br /&gt;Il migliore dei bandi possibili&lt;br /&gt;a cura di Giovanna Marinelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandra Narcisi e Sabrina Gilio I bandi per il teatro: una ricerca per le Buone Pratiche&lt;br /&gt;Matteo Pessione (Fondazione CRT) Le fondazioni bancarie e i bandi: l'esperienza della Fondazione CRT Paolo De Santis (Tecnologia Filosofica) e Marco Maria Linzi (Teatro della Contraddizione) I bandi, pro e contro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15.30-15.40&lt;br /&gt;Intermezzo. Il burlesque come Buona Pratica dell'autofinanziamento?&lt;br /&gt;starring Federica Fracassi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15.40-17.15&lt;br /&gt;Le Buone Pratiche della crisi&lt;br /&gt;Costi di produzione in crescita, finanziamenti tagliati, investitori latitanti, critica marginalizzata, pubblico disorientato: come reagire?&lt;br /&gt;Coordinano Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino.&lt;br /&gt;Commenta Giulio Stumpo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Geronimi Stoll Introduzione: lo smarketing applicato al teatro&lt;br /&gt;Angelo Berlangeri (Ass.Cultura, Regione Liguria) Verso un circuito teatrale ligure&lt;br /&gt;Raimondo Arcolai Nuove pratiche distributive nel settore della danza&lt;br /&gt;Daniele Biacchessi Un business model per il teatro civile&lt;br /&gt;Elena Cometti La rete dei teatri di Resilienza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Claudia Cannella Per una carta dei diritti e dei doveri del critico&lt;br /&gt;Valeria Ottolenghi Un premio alla critica?&lt;br /&gt;Renato Palazzi e Flavio Ambrosino La scena critica: Goethe schiatta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Claudia Allasia Artisti per casa, giardino e cortile&lt;br /&gt;Alessio Bergamo Postop&lt;br /&gt;Renato Cuocolo15.000 spettatori in un appartamento&lt;br /&gt;Claudia Di Giacomo e Roberta Scaglione Diagonale artistica: dieci anni di PAV&lt;br /&gt;Elena Guerrini Il teatro al tempo dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17.15-18.25&lt;br /&gt;Dibattito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18.25-18.30&lt;br /&gt;Conclusioni&lt;br /&gt;Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COME ARRIVARE ALLE BUONE PRATICHE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Porta Susa tram n. 13 e bus n. 56 - fermata via Po angolo via Rossini&lt;br /&gt;Da Porta Nuova Bus n. 61 - fermata via Accademia Albertina ang. via Po (ma volendo a piedi sono 10 minuti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parcheggi&lt;br /&gt;Valdo Fusi, Parcheggio Vittorio (Pza Vittorio), parcheggio San Carlo (P.za San Carlo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NUTRIRSI ALLE BUONE PRATICHE?&lt;br /&gt;Pranzo al CIRCOLO nel Cortile della Cavallerizza&lt;br /&gt;(posti limitati)&lt;br /&gt;Piatto "tris” con pasta, secondo, contorno, acqua, vino, caffè €. 12,00&lt;br /&gt;(da pagare al banchetto della reception)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4128857119401965332-4051246474350006672?l=smarketingperilteatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/feeds/4051246474350006672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/2011/02/risorgimento-del-teatro-torino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default/4051246474350006672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default/4051246474350006672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/2011/02/risorgimento-del-teatro-torino.html' title='Risorgimento del teatro a Torino'/><author><name>marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08488286194808282939</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/R11NgbTCdDI/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4128857119401965332.post-8044985435801770895</id><published>2011-02-28T01:30:00.000-08:00</published><updated>2011-02-28T02:49:46.234-08:00</updated><title type='text'>Buone Pratiche a Torino</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;p { margin-bottom: 0.21cm; }a:link {  }&lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;Durante la discussione di Torino ho ricevuto da parte dell'economista &lt;a href="http://www.eccom.it/en/risorse/stumpo"&gt;Giulio Stumpo&lt;/a&gt; una critica al concetto di smarketing che &lt;i&gt;"è generico: sì, è un'idea carina ma chi la racconta, si vede che ha un'idea un po' superficiale di cosa sia il smarketing, se non in Italia almeno negli altri paesi; ... esiste anche un marketing delle relazioni... esiste anche un marketing non convenzionale che è quello che serve al mondo del teatro".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Certo, uno di noi due ha espresso un parere molto superficiale sul lavoro dell'altro, ma non avevo intenzione, in quei pochi minuti, di fare una guerra di religione su questioni nominalistiche sulla pelle delle compagnie teatrali, quindi ho glissato sul dibattito, che porto sul mio blog &lt;a href="http://www.geronimi.it/"&gt;www.geronimi.it&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;Ma la risposta è tutta già nel testo che è stato distribuito, che pubblico in questo post.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo il testo della presentazione di Marco Geronimi Stoll&lt;br /&gt;Torino - Cavallerizza 24 febbraio 2010&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ateatro.org/ateatro132.asp"&gt;http://www.ateatro.org/ateatro132.asp&lt;/a&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Smarketing per il teatro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo smarketing non è una sorta di marketing alternativo: il suo obiettivo è che si vendano meno merci in questo mondo che consuma energia e materia come se avessimo a disposizione cinque pianeti. &lt;br /&gt;Lo smarketing aiuta a ridurre la filiera, a far incontrare produttori e acquirenti, anche di cultura. Quando una piccola compagnia può chiamare il suo pubblico in una sala con twitter o con una newsletter senza bisogno di organizzatori, agenti e marketer, stando fuori dai cartelloni o creandone di autonomi mettendosi in rete con altri, quello è smarketing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1. Come trovare i soldi per mangiare tutti i giorni facendo teatro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, alle compagnie spesso servono locandine più chiare, siti più navigabili, schede più efficaci, comunicati stampa quantomeno decenti. Non serve essere bravi se non lo sa nessuno; ma questa è solo tattica,comunicare bene è indispensabile ma è insufficiente se non si guarda anche oltre.&lt;br /&gt;Molti si mettono la cravatta e vanno a cercare sponsor; è una pratica frustrante, spesso inutile quando i finanziamenti privati sono più lottizzati e scambisti di quelli politici.&lt;br /&gt;Possiamo piuttosto conquistarci autonomia economica diretta riducendo la filiera. Il compito è enorme, ma i nuovi mezzi ci aiutano.&lt;br /&gt;- Dobbiamo contendere il pubblico all'ipnosi televisiva su quei comodi divani domestici,&lt;br /&gt;- dobbiamo chiederci come integrare il corpo vibrante dell'attore coi media digitali (sia quelli ex-nuovi come il computer, sia quelli nuovi-nuovi che stanno arrivando),&lt;br /&gt;- dobbiamo, ancora una volta, chiederci quali azioni teatrali fare negli spazi scenici deputati e quali nel territorio popolato dalle persone “normali”. &lt;br /&gt;Per questo occorre fare un paio di riflessioni sullo scenario attuale, partendo da alcune apparenti ovvietà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;2. Cambiamento della dieta mediatica.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Prima apparente ovvietà. La televisione in mezzo secolo ha eroso pubblico a tutte le forme di incontro sociale fuori casa. Vale non solo per l'attore, anche per il sacerdote, per il fisarmonicista di liscio, per l'agitatore politico, per chi cantava con gli amici in osteria...&lt;br /&gt;Questo cambio del consumo culturale è stato centripeto, ha uniformato drasticamente gli stili quotidiani e l'immaginario di ciascuno, diventando il fondamento (eterodiretto) dei valori e delle aspirazioni.&lt;br /&gt;Con internet per la prima volta diminuisce la penetrazione dei mass-media a vantaggio di un uso di massa dei personal media. In Italia proprio in questi mesi c'è stato il sorpasso (più ore su internet che alla TV). &lt;br /&gt;E' vero che la penetrazione di internet riguarda solo la metà della popolazione, ma quella urbana cui può interessare il teatro è quasi tutta già connessa, esperta ed attiva.&lt;br /&gt;E' presumibile che anche questo nuovo cambio del consumo culturale modifichi radicalmente gli stili quotidiani e l'immaginario di ciascuno, ma nella strada opposta a quella della TV, cioè centrifuga dall'uniformità alla poliedricità, dal controllo alla liberazione.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;3. Tendenze in atto&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Seconda apparente ovvietà. Gli scenari tecnologici futuri vedranno un sempre maggiore mix tra TV, PC telefonino ed altri strumenti personal (macchina fotografica, videocamera, software grafici, georeferenziatori, strumenti agili per scambiare testi...). &lt;br /&gt;Non è facile immaginarsi la quotidianità d'uso di questi nuovi animali che avremo in casa e in tasca, ma non è difficile vedere tre implicazioni a cui fare attenzione:&lt;br /&gt;Diventiamo tutti nicchie; ciascuna nicchia può schiodare dai divani catodici un piccolo ma significativo numero di sederi e farli uscire la sera, almeno per alcuni giorni al mese. &lt;br /&gt;L'esposizione ai massimi tecnologici crea voglia di minimi tecnologici; in particolare, da quando si può downloadare praticamente tutto, diventa interessante l'unica cosa che non puoi scaricare attraverso un filo: il corpo in carne ed ossa ed il flusso comunicativo dal vivo con esso. &lt;br /&gt;Un telefonino in tasca diventa foto-video-audio-camera e può farci diventare tutti autori e giornalisti, in un mondo dove i contenuti sono generati dal basso. Questo comporta il parto sofferto ma generativo di nuove competenze, stili e gusti in una nuova alfabetizzazione popolare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vale la pena di approfondire questi tre aspetti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;3,1 Sederi liberati dalla lobotomia &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ricordate i tempi antichi, quando ancora si compravano i CD e i DVD? oggi l'accesso ai contenuti è sempre più economico, articolato e non controllabile dall'alto. Se il disco della pop star prefabbricata dalle major si può scaricare “a scrocco” se ne usura il branding, si rendono contemporanee tra loro le sue produzioni precedenti e quelle recenti, quindi diminuisce l'interesse di consumare il suo megaconcerto. &lt;br /&gt;Invece se una band emergente con un'etichetta indie si fa strada su youtube col passaparola, facilmente troverà un pubblico bastante a fare ogni anno un discreto giro di concerti medio-piccoli; potrà mantenersi accettabilmente senza dover fare troppi compromessi. Regalare ai fan le proprie canzoni in formato MP3 sarà una forma di relazione sostitutiva ed alternativa al marketing; senza intermediari, a costo zero; chi è interessato si autoseleziona, quindi addio al vecchio concetto di target; lo scambio è leale, winner to winner: o vinciamo entrambi o perdiamo entrambi. Così tu verrai al mio concerto e porterai nuovi amici. &lt;br /&gt;Rispetto alla pop star, la fidelizzazione (scusate questo orrendo termine) probabilmente dura di più nel tempo; nonostante ciò l'artista può evolvere dal proprio clichet e cambiare liberamente, perché le strade tra le nicchie possono incrociarsi, fondersi o transizionare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;3,1,1 Fanno molto teatro, i non teatranti&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il fenomeno per cui esci di casa quando scopri di appartenere a una nicchia, vale per tutti i casi di evento dal vivo: hanno sempre più successo le occasioni in cui si incontra fisicamente la persona che ha una certa fama in un gruppo sociale relativamente limitato. &lt;br /&gt;Vale per la poetessa iraniana che fa i reading, per l'astronomo che spiega i quark, per il produttore di aranci che, invitato a Bolzano da un GAS, racconta a quaranta persone come li coltiva biologicamente, te li fa assaggiare e ti insegna a fare colle bucce una speciale marmellata buonissima che spalma sul pane tirolese. Attenti, tutto questo è teatro. &lt;br /&gt;Diversi scrittori italiani girano il Paese perché vendono più nelle presentazioni del libro che in libreria; non guadagnano molto ma è una vita piacevole: mangiano bene, incontrano bella gente e il loro narciso gode a mille. Notatelo: dopo una decina di repliche hanno la battuta giusta, imparano i tempi di lettura, cominciano a “sentire” il pubblico, scoprono come cominciare ad effetto e chiudere in bellezza... a volte fanno anche tutti gli errori teatrali del dilettante allo sbaraglio e una consulenza non nuocerebbe; tuttavia è innegabile che sono in scena. &lt;br /&gt;Azzarderei il seguente postulato: è teatrale qualsiasi situazione dove ci sia un pubblico, un soggetto comunicante e non si usi Power Point.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;3,2 Minimi tecnologici &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;In modo molto empirico negli anni '80 avevo formulato la teoria dei minimi e massimi tecnologici, incrociando i lavori di Bruno Munari con la pragmatica della comunicazione (Watzlavick). &lt;br /&gt;Detta in breve: quanto più la nostra esperienza si apre al virtuale, all'astratto e all'intangibile, tanto più abbiamo bisogno di equilibrarla con esperienze materiche, fisiche e sensoriali. &lt;br /&gt;Elaborata nell'era dell'analogico per facilitare l'esperienza artistica in età evolutiva, oggi, con gli adulti dell'era digitale, funziona anche meglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;3,3 Siamo tutti autori&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=4128857119401965332"&gt;&lt;/a&gt;Da anni si parla di User-Generated Content. Anch'io credo che sia il futuro, anche se all'inizio dei nuovi alfabeti si è tutti nuovi analfabeti. Wikipedia ha surclassato le enciclopedie tradizionali perché milioni di persone anonime la scrivono, aggiornano, controllano, correggono, traducono. &lt;br /&gt;Se in qualche paese la polizia picchia dei dimostranti, decine di cellulari la fotografano e in pochi attimi pubblicano notizia e foto sul world wide web: se siamo tutti giornalisti c'è più democrazia. &lt;br /&gt;In tasca abbiamo (o avremo fra poco) un telefonino la cui funzione è sempre meno quello di comunicare in voce. E' una videocamera, una fotocamera, un registratore audio, una radio (per sentirla, ma anche un mezzo per parlare in diretta ad una radio), un rapidissimo word processor. &lt;br /&gt;E' anche (attenti, che è importante) un navigatore satellitare che va in googlemap: io metto l'indice su un punto della mappa ed è un input che dice “qui”. Chiunque voglia saperlo, saprà che lì c'è un buon ristorante, un bel paesaggio,... o anche un evento di arte minima, un mob, una performance, un'azione di guerrilla theatre. &lt;br /&gt;Incrociate questa potenzialità col fatto che siamo tutti nicchie e troverete un aspetto molto territoriale dell'essere autori: ritrovarsi in molte decine (o alcune centinaia) in un posto x, decidendolo poche ore prima... così possiamo essere tutti autori non solo di un'opera ma di un evento. Questo grazie al cellulare che dice dov'è il theatrum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;4. E ti dico una cosa già detta&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Le conclusioni non sono così originali come le premesse perché ci troveremo (già ci troviamo) a proporre filoni e generi che abbiamo già frequentato e che forse sembrano (nella ricerca teatrale) sorpassati.&lt;br /&gt;Spesso quel cittadino che vorremmo come pubblico, sente piuttosto l'esigenza di fare l'allenamento dell'attore, vuole esperire l'emozione, la disciplina, il coraggio, l'empatia con gli altri corsisti e anche la coralità antropologica del teatro. Non dileggiamolo se c'è in gioco anche un bel po' di narcisismo, la questione è proprio questo mondo di trasparenti in cui ciascuno subisce milioni di input, ma dei suoi output non frega niente a nessuno. &lt;br /&gt;Poi c'è la questione, anch'essa annosa, del “dove”; quando si è nella macchina scenica, tra i fari e con una buona acustica, il pathos è potente; ma la gente deprivata del proprio pathos è altrove, magari sono tutti cinquanta metri oltre il muro del teatro ad aspettare la metropolitana con l'aria nervosa e depressa: non ci vorrebbe proprio lì un po' di teatro di strada...? non c'è teatro senza cittadinanza.&lt;br /&gt;Potremmo andare avanti: l'animazione coi bambini, il teatro dell'oppresso, le performances d'artista, le pantomime carnevalesche; il nuovo gramelot di tutte le etnie che ci sono su un autobus; due burattini che si bastonano e (maledizione) riescono ancora a farci ridere... &lt;br /&gt;Spesso cose già digerite, che “abbiamo già fatto”, che fanno dire a molti addetti ai lavori “uffa” nel déja vu ormai poco divertente: territori desertificati che abbiamo abbandonato, magari lasciando i meno colti di noi, o i meno furbi, a presidiarli. E' davvero una questione di evoluzione culturale? non sarà banalmente una questione di età media? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;5. … già detta da diecimila anni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Non può che essere una cosa già detta, perché l'arte nel novecento, culmine dell'età del ferro, ha molto indagato l'inizio dell'espressione umana, l'età arcaica quando le arti erano indifferenziate e tutto era teatro. Sono in molti a scrivere che oggi, uscendo dall'età del ferro (che ci ha accompagnato dalla fine della preistoria alla chiusura delle grandi fonderie) e passando all'età del silicio (il computer e i pannelli solari: il piccolo col cosmico, l'individuale col collettivo globale) si vada verso nuove forme di olismo e sincretismo, di nuova oralità molto simili a quella arcaica.&lt;br /&gt;Torniamo a come pagare l'affitto e la luce. Come campava uno sciamano o un cantastorie? Una compagnia di guitti sul carrozzone? Un poeta greco o un griot? L'orchestra zingara e il burattinaio? Eppure mangiavano; certo non ingrassavano, ma avevano per pubblico gente più magra di loro. Erano in una rete di relazioni sociali complessa e ramificata e il reciproco sostentamento era nello scambio, cibo dell'anima in cambio di cibo del corpo. &lt;br /&gt;Nello scambio, non nel “mercato”, sembrano due cose diverse ma hanno un senso opposto, il mercato è un'ideologia, lo scambio è una prassi. &lt;br /&gt;Nel mercato, il cibo dell'anima è studiato dai marketer: due tette siliconate che l'allattano ingozzandola di vinavil, così resta incollata. Nell'era premoderna sapevamo quando l'anima ha fame.&lt;br /&gt;Oggi cosa alimenta l'anima? Quest'anima anestetizzata dal più brutto dei mondi possibili, nelle più brutte città della storia, cosa può consolarla, risvegliarla, ridarle senso, passione, entusiasmo?&lt;br /&gt;Forse la domanda da farsi è questa: non chiedere a quale target vendere il nostro prodotto teatrale, ma piuttosto cosa affama l'anima quel potenziale pubblico che al nostro spettacolo ancora non viene, col quale potremmo, vorremmo scambiare narrazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Geronimi Stoll&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.geronimi.it/"&gt;http://www.geronimi.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.smarketing.it/"&gt;http://www.smarketing.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://corsi.smarketing.it/"&gt;http://corsi.smarketing.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4128857119401965332-8044985435801770895?l=smarketingperilteatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/feeds/8044985435801770895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/2011/02/buone-pratiche-torino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default/8044985435801770895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default/8044985435801770895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/2011/02/buone-pratiche-torino.html' title='Buone Pratiche a Torino'/><author><name>marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08488286194808282939</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4128857119401965332.post-4325952361063554870</id><published>2011-02-28T01:01:00.000-08:00</published><updated>2011-02-28T02:35:35.683-08:00</updated><title type='text'>Differenze tra lo smarketing in generale e quello per il teatro</title><content type='html'>Anteprima del capitolo sullo smarketing teatrale nel "Manuale di Smarketing" in corso di redazione redatta per il corso di Smarketing di Udine in dicembre 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La dieta mediatica degli italiani è quasi esclusivamente televisiva; il tradizionale marketing, per quanto riguarda il teatro, può facilmente accodarsi alla TV portando sul palcoscenico personaggi, format e clichet che la TV ha inculcato.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Anche la promozione segue conseguentemente la logica degli spot televisivi quando si estendono sui quotidiani e sulle affissioni esterne, cosa che porta un po' di pubblico solo se ci spendi più soldi di quanti ne rende la pubblicità. Al botteghino funziona ma mortifica la cultura teatrale massificandola, riduce il ventaglio delle proposte culturali, mortifica la ricerca e alla lunga rinforza i forti e indebolisce i deboli.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Lo smarketing vuole fare l'opposto: incontrare quelli che non guardano la TV tutte le sere e allearsi con loro, rinforzandoli e incoraggiandoli; è una riconquista di spazi (della città serale desertificata perché i suoi cittadini stanno tutti sul divano a lobotomizzarsi) e di tempi (delle ore di non-televisione da intendere come tempo liberato, di decolonizzazione dell'immaginario e di socializzazione).&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Così, mentre il marketing commerciale vende il suo prodotto (anche teatrale) lo smarketing promuove non solo quella compagnia o quel palcoscenico, ma anche lo stile di vita e le relazioni sociali di una dieta mediatica più sana, civile e variegata.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei corsi di smarketing per il teatro in programmazione tra fine 2010 e prima metà '11 (per ora con l'E.R.T. del Friuli V.G., con la Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e con molti teatranti che vengono ai corsi generici) suggerisco sostanzialmente le stesse tecniche che ci sono in questo libro.&lt;br /&gt;Le tecniche sono simili a quelle generali, ma cambia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- il loro bilanciamento (radio e internet sono vitali),&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- il loro senso (dev'essere più poetico, più evocativo), &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- l'importanza delle PR prima dello spettacolo (programmatori, critici...) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- e quella del passaparola dopo (il pubblico deve diventare il tuo testimonial). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I media che informano su “cosa fare stasera” sono da sempre importantissimi: fino a pochi anni fa c'erano solo il giornale e le locandine nei bar; poi è arrivato internet, ora diventano ancora più strategici le navigazioni sui telefonini (benché più complessi del PC, per questa funzione diventano rapidamente più popolari e di massa). Nelle città dove questi canali non ci sono, è necessario crearli, oggi è più facile proprio con le tecniche dello smarketing, soprattutto attraverso il web.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Competenze extrateatrali del teatrante&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troppo spesso ho visto questa situazione: attori, registi, musicisti di grande cultura e sensibilità sulla scena che appena devono esercitare un minimo di buon gusto su un altro medium (scegliere una foto, scrivere dieci righe di testo, impostare un volantino, intervenire su un blog...) si comportano in modo sciatto e distratto, si presentano quasi per scelta come se fossero degli analfabeti, dei tamarri o dei bigotti.&lt;br /&gt;Per questo perdono pubblico e ingaggi; sprecano così gli scarsi spazi di visibilità di cui possono godere; la loro vita ne risente in soldi e motivazione. Per vivere hanno bisogno di un agente o di qualche forma di intermediazione che li rende meno liberi a tre livelli: psicologico, commerciale ed artistico.&lt;br /&gt;Siccome capita anche a gente che stimo e amo, dotata di buon spessore umano e vispa intelligenza, non posso liquidare la questione come se fossero degli stupidi o degli ignoranti. Specialmente perché altra gente di quello stesso mondo, che valuto meno empaticamente e culturalmente, è invece abile e “professionale” nel montare il proprio marketing, nel tessere i rapporti con programmatori e i critici, insomma nel mettere in scena le proprie messe in scena in modo che paiano migliori di quanto sono in realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L'arte multimediale per eccellenza, dalla selce al silicio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il teatro, come anche la musica dal vivo, è un'arte cross- e trans-mediale dai tempi più remoti.&lt;br /&gt;All'inizio della storia umana, quando le arti erano indifferenziate, tutto era teatro; perfino la pittura rupestre: probabilmente veniva disegnata dallo sciamano alla fine della trance dopo il viaggio nel mondo dei morti, che la danzava, mimava e cantava mentre narrava i messaggi simbolici ricevuti dagli antenati; eravamo all'inizio delle arti umane, tutti cantavano danzavano ed erano posseduti dagli spiriti quando agivano (non “rappresentavano”) tutti quei gesti, suoni, parole, atletismi, erotismi, segni e colori che poi si sono differenziati e specializzati nelle diverse arti; eravamo anche all'inizio indifferenziato della storia dei ruoli sociali dei poteri che poi è cresciuta ramificandosi (legislativo, giudiziario, esecutivo e anche quello catartico dell'arte e della religione di cui lo sciamano era attore e regista).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono in molti a pensare e scrivere che oggi, uscendo dall'età del ferro (che ci ha accompagnato dalla preistoria alla chiusura delle grandi fonderie) e passando all'età del silicio (il computer e i pannelli solari: il piccolo col cosmico, l'individuale col collettivo globale) si vada verso nuove forme di olismo e sincretismo, di nuova oralità.&lt;br /&gt;Il discorso è bello e immenso, ma qui lo interrompo e lo lascio continuare al lettore perché il rischio di banalizzarlo è facile; come se non bastasse mentre scrivo (Italia, inizio 2011) i tre poteri civili sono ancora in balia di un fattucchiere televisivo molto teatrale in gesti e copioni, che tuttavia è all'antitesi esatta dell'antropologia teatrale fondata sull'uomo, sul corpo e sulle microsocietà; proprio non vorrei che fosse quello il ponte tra le due epoche.&lt;br /&gt;Spero anzi che internet e i nuovi media piccoli e diffusi, passando dai mass media ai personal media, ci aiutino a passare da una cultura individuale massificata a una cultura collettiva individualizzata.&lt;br /&gt;Questo ci riporta alle competenze extrasceniche del teatrante: chi è abile dal vivo col corpo e con la voce, può diventare abile anche in digitale?&lt;br /&gt;Cioè: può essere capace di separare il suo gesto (ruvido, sacro ed immediato) dall'atto del farlo rendendolo successivo, profano e perfezionato, senza perderne il senso? può separarsi dalla realtà del proprio corpo e recitare per l'immagine che vedrà dal di fuori (in un video, in una foto, in qualsiasi forma di specchio digitale in cui lui è il pubblico di se stesso) separato nel tempo e nello spazio dalla relazione diretta genuina tra lui e il pubblico?&lt;br /&gt;Ancora: può digitare su una tastiera delle parole che vivranno prive di fiato, capaci di avere un ritmo e una cadenza anche se sono senza voce?&lt;br /&gt;Diciamoci tranquillamente che sono alfabeti diversi, dissimili, lontani. Forse incompatibili, perché per trasformare in un bit (un treno astratto di zeri e di uni) quello che Barba chiama “il corpo-mente dell'attore”, occorre alienazione, occorre l'opposto diametrale di ciò per cui l'attore si allena tutta la vita. E allora, come la mettiamo? Sicuramente una buona parte dei teatranti possono abitare volentieri questa schizofrenia; combinare minimi e massimi tecnologici è una delle nuove strade; giocare con video, proiettori, registrazioni audio da anni non è più una novità.&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La nuova multimedialità del teatrante&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se mai si pone il problema dell'eccellenza, o almeno di una buona qualità comunicativa, di schede, foto, blog, video, trailer, volantini, comunicati stampa, ecc. Qui si pone un altro confine, quello tra Arte e arte, tra il campo della propria ricerca espressiva ed artistica (in cui si esplorano i confini dei codici e si sfida la comprensibilità mainstream per generare nuovi significanti) e la pragmatica di quelle che di solito chiamiamo arti minori: un volantino si deve capire, un sito si deve poter navigare, una foto deve dare un'idea, eccetera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel nuovo secolo entra chi impara a pensare insieme, a sentire insieme. E’ l'era dell’informazione condivisa e del pensiero connettivo, che nel mondo digitale sta attuando una rivoluzione silenziosa ma sconvolgente, una delle poche cose belle che stanno succedendo. Si tratta di usare i nuovi media non per dire o propagandare, ma per pensare insieme.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4128857119401965332-4325952361063554870?l=smarketingperilteatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/feeds/4325952361063554870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/2011/02/presentazione-dei-corsi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default/4325952361063554870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default/4325952361063554870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/2011/02/presentazione-dei-corsi.html' title='Differenze tra lo smarketing in generale e quello per il teatro'/><author><name>marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08488286194808282939</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4128857119401965332.post-7650679037529596645</id><published>2011-02-28T00:37:00.000-08:00</published><updated>2011-02-28T02:38:32.289-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='smarketing scuola teatro animazione'/><title type='text'>10 bisogni di teatro ragazzi</title><content type='html'>&lt;b&gt;10 bisogni di teatro &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;ottobre 2009 &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bambino ha alcuni bisogni  a cui il teatrante, meglio di molti  altri adulti, può corrispondere. Le sue esigenze  oggi sono numerose,  mutevoli e variegate, quindi ciascun teatrante con la forza della  propria arte può lasciarsi ispirare da alcune di esse e creare un flusso  di emozioni e cognizioni formidabili, che lasceranno una intenso  incoraggiamento evolutiva nell’esperienza dei bambini. &lt;br /&gt;L'ERT del Friuli Venezia Giulia mi ha chiesto di sintetizzare questi bisogni e io tento di farlo con questi dieci spunti.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;10 bisogni di teatro peer il teatro ragazzi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di &lt;i&gt;Marco Geronimi Stoll*&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciascun teatrante ha un genere, uno stile, una vocazione. Il bambino, no. Ha una propria vocazione assai meno differenziata di quella del teatrante. È  più onnivoro, deve ancora trovare il proprio gusto, il proprio stile nel teatro dell'esistenza. La sua strada è ancora all’inizio dei mille bivi, somiglia a quella del teatrante quand’era bambino.  &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rompere il vetro &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il bambino oggi ha poche occasioni di esplorare il territorio: la città postmoderna è meno ospitale, spesso le strade sono off limits, raramente c’è l’esperienza della natura e l’interazione degli animali. Vede il mondo dalla finestra, dai finestrini della macchina che sanciscono una separazione tra osservatore ed oggetto osservato. Quel pezzo di vetro luminescente che è la televisione diventa un ulteriore separazione tra i mortali e l’Olimpo dei deucoli televisivi.  &lt;br /&gt;Il teatro degli ultimi secoli separa spettatori e palcoscenico, ma non è sempre stato così ; oggi può essere utile riscoprire qualcuna delle mille forme che mescolavano attori e pubblico.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rientrare nel proprio corpo  &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Picchiarsi o fare sesso: la TV ci inculca l’idea che i corpi possano comunicare solo coi due  estremi. Nel mezzo, niente.I bambini incorporano precocemente questa banalizzazione e con essa una banalizzazione delle emozioni; eppure col loro corpo sono prontissimi a essere vivi e comunicanti nell’immensa danza delle relazioni quotidiane. &lt;br /&gt;Il corpo dell’attore è una presenza meravigliosa perché decondiziona e riequilibra l’immagine del proprio corpo; sperimentare il teatro permette di ri-imparare l’enterocezione, il respiro, l’equilibrio, la gesticolazione, il contatto amichevole, non ambiguo e non aggressivo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Manipolare bassa tecnologia &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il bambino sarà grande quando le potenzialità delle tecnologie digitali saranno formidabili. Noi adulti ci illudiamo di essere già diventati tecnologici, invece oggi stiamo assaggiando solo gli antipasti.  &lt;br /&gt;Riusciremo, noi uomini del secondo millennio, a insegnare ai cittadini del terzo millennio di godere in modo evoluto e critico di queste opportunità?  &lt;br /&gt;Si, ma a un patto: tanto più i bambini sono esposti ai “massimi tecnologici”, quanto più il nostro compito diventa quello di equilibrarli con altrettanti stimoli a bassa tecnologia: primitivi, materici, concreti, analogici. Il teatro che usa il corpo, la voce, gli oggetti più elementari, è una miniera di minimi tecnologici molto pregnanti ed evolutivi, che sono indispensabili al cucciolo umano per andare verso la pienezza emotiva e culturale.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Decelerare &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il consumismo ci costa non solo in materia ed energia, ma anche in tempo. &lt;br /&gt;L’agenda di noi adulti è “ingolfata di mille niente”; il tempo del bambino ne è contagiato. &lt;br /&gt;In un mondo sovraeccitato e sovrastimolante, per sopravvivere allo stress delle azioni continuamente interrotte, ci adattiamo a fare ragionamenti più brevi, elementari, superficiali. &lt;br /&gt;L'eccitazione del correre provoca farmacodipendenza: decelerare porta spesso i bambini (e anche gli adulti) ad una certa “paura del silenzio” perché quando si apre la voragine di un pensiero più profondo, più intimo, di maggiore spessore umano, non siamo pronti, non siamo più abituati. L’esperienza del teatro riempie il tempo di qualità, carica le pause di attesa, riporta l’orologio biologico sul respiro, sul cuore che batte, sui passi che procedono.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Decolonizzare l’immaginario  &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la crescita del computer e di internet, la dieta mediatica dei bambini è ancora in grandissima parte televisiva. La televisione, e specialmente la pubblicità, usa i bambini come una “macchina banale”, come un dispositivo che reagisce agli stimoli in modo prevedibile. Con una facile alchimia sentimentale (che l’adulto facilmente decodifica) il bambino può essere programmato dagli spot. Uno dei sistemi più ovvi per reagire è quello di portare il bambino dall’altra parte di una telecamera, di rompere il cristallo maledetto che separa noi mortali invisibili dai deucoli dell’Olimpo catodico. È un’ottima strada, certo non è l’unica: il teatro lavora sui simboli, la TV di massa sull’immaginario; quindi il teatro è psichicamente più fondante e più evolutivo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Diventare emittenti &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Oggi un bambino riceve 250.000 volte più stimoli (suoni, colori, movimenti…) di un coetaneo dell’800 o del ‘700. Riceve moltissimi input, ma dei suoi output non frega niente a nessuno. &lt;br /&gt;Qualsiasi manuale di psicologia vi dice che chi non è ascoltato, non ascolta. Il risultato è la sindrome del bambino trasparente, cioè del bambino che si inventa qualsiasi moina, ricatto, provocazione pur di riuscire a farsi vedere. Il teatro offre un metodo ed una disciplina a questa esigenza di performance e visibilità. Offre anche migliori risultati e migliore riflessione sul proprio agito.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Usare la voce &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Cantare, urlare, declamare, tornare ai suoni primigeni che oggi appaiono così poco educati. &lt;br /&gt;Dal primo vagito all’ultimo rantolo noi siamo la nostra voce, che è sempre in scena, eppure la conosciamo poco. Anche agli insegnanti, a dire la verità, raramente qualcuno ha insegnato a usarla, nonostante sia il loro principale strumento di lavoro; usarla bene sarebbe formidabile, per la relazione educativa.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Essere applauditi &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Tutti noi abbiamo un bisogno enorme di un riconoscimento collettivo e gratificante; abbiamo un’immagine di noi stessi quasi sempre pessima, mortificante. L’applauso è un’onda corale. Bisogna saperlo ricevere, a volte lo desideriamo talmente che temiamo di riceverlo, specie da adulti, perché l’adulto, più del bambino, ha terrore di ciò che più desidera. Non attacchiamo ai bambini questa nostra malattia.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Essere belli in modo bello. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Maledetti corpi televisivi. Mostrano una bellezza artificiale, fasulla, ma funzionano maledettamente bene per programmarci a sentirci brutti davanti allo specchio. Accade a chi è più vecchio, e accade anche a chi è più giovane. La differenza è che noi “vecchi” possiamo rimpiangere il passato ma difficilmente possiamo tornare a vent’anni; invece il bambino quell’età ce l’ha davanti, quindi non vede l’ora di crescere. Così si candida precocemente al massacro dell’autostima. Il teatro presenta un corpo vero; che non serve ad apparire ma ad essere; che sia grasso o magro, alto o basso, giovane o vecchio è bello se passa emozioni, se specchia le proprie storie con le nostre. E’ un’idea bella di bello. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Essere individui, ma nel gruppo &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Veniamo da un paio di decenni che hanno esaltato l’individualismo e con esso la competizione singolare e il narcisismo. Le persone intorno dovrebbero essere un pubblico votato a ammirazione, invidia o gelosia.  &lt;br /&gt;Non può funzionare, non c’è individuo senza gruppo né gruppo senza individui.   &lt;br /&gt;Nel nuovo secolo entra chi impara a pensare insieme, a sentire insieme. E’ l'era dell’informazione condivisa e del pensiero connettivo, che nel mondo digitale sta attuando una rivoluzione silenziosa ma sconvolgente, una delle poche cose belle che stanno succedendo. Meraviglioso, ma nel mondo reale?  &lt;br /&gt;Anche per questo i bambini hanno un drammatico bisogno di teatro. Il teatro unisce il singolo al proprio gruppo, permette un equilibrio tra vedere gli altri, mostrarsi agli altri ed agire insieme agli altri. E’ una palestra di disciplina e di frustrazioni, di miglioramento intrapsichico densissimo e molto personale, tuttavia è sempre insieme, è sempre corale. Per certi versi somiglia allo sport di squadra, ma in più ci mette la riflessione estetica e poetica, la densità umana, la profondità dei pensieri e delle sensazioni.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Conclusioni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il teatrante che interagisce coi bambini non è un pedagogista, non è un insegnante, non è un genitore, non è un terapeuta. È un artista e, se lavora coi bambini, è perché trova nella propria arte quel di più, perché sa scoprire cosa può e vuole regalare alle nuovissime generazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Century Gothic;"&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;*Tratto dalla relazione presentata in occasione di “Fare teatro a scuola secondo noi” – Udine 28/29 ottobre 2009 Teatro Nuovo Giovanni da Udine.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4128857119401965332-7650679037529596645?l=smarketingperilteatro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default/7650679037529596645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4128857119401965332/posts/default/7650679037529596645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://smarketingperilteatro.blogspot.com/2011/02/10-bisogni-di-teatro-ragazzi.html' title='10 bisogni di teatro ragazzi'/><author><name>marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08488286194808282939</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
